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MAMMA LI TURCHI
Otranto (LE), Castello Aragonese
domeniche di luglio e agosto, ore 19.00
MAMMA LI TURCHI
Opera per ombre e cuntastorie del Teatro Le Giravolte, di e con Francesco Ferramosca
Autore: Sistema Museo
Data di pubblicazione: 07 luglio 2013
Dal 7 luglio il Castello Aragonese di Otranto (Le) ospita Mamma Li Turchi, opera per ombre e cuntastorie del Teatro Le Giravolte, di e con Francesco Ferramosca, che andrà in scena tutte le domeniche di luglio e agosto (dalle ore 19.00). Nello spettacolo in una girandola di turcherie condite dal salace dialetto dei rudi abitanti dell'antico Salento, rivive la leggendaria epopea turco-salentina che tante tracce ha lasciato nella nostra cultura. Lo spettacolo parte da un lontano fatto storico – la presa di Otranto da parte dei Turchi nel 1480 – e da musiche, testi, canti di pianto e d’amore dell’antico Salento, uniti in un solo percorso tra presente e passato. Così un reputo (o pianto funebre), una filastrocca popolare, una nenia, trovano un nuovo spazio culturale, vitale e attuale. La memoria, e in particolare la memoria di un fatto di sangue, a cosa può servire? A confrontarci con la storia dei nostri giorni e attingervi nuova dignità ed energia. A renderci conto, se mai ve ne fosse bisogno, che là dove esiste sopraffazione e morte, non si persegue soltanto la distruzione dell’uomo ma si innesca la terribile spirale della violenza. Lo spettacolo termina con il martirio degli otrantini sconfitti: questi morti non chiudono un episodio del passato ma aprono i dubbi sulla consapevolezza del futuro. Cioè del nostro presente. Uno speciale ringraziamento a Maria Corti che, con il suo romanzo “L’ora di tutti”, ci ha aperto nuovi orizzonti di comprensione.
Lo spettacolo sarà gratuito per gli spettatori della mostra “Giorgio de Chirico - Mistero e poesia” a cura di Franco Calarota. Dopo aver accolto oltre 200mila visitatori con le mostre di Joan Mirò, Pablo Picasso, Salvador Dalì e Andy Warhol, l’antico maniero idruntino ospita, infatti, sino a domenica 29 settembre le opere del maestro de Chirico che partito dall'Italia con la sua Metafisica, ha conquistato la scena internazionale fin dalla prima metà del secolo scorso, travalicando i confini dell'arte per influenzare con il suo universo artistico non solo la generazione successiva di pittori, ma anche letterati, filosofi, architetti e la psicanalisi. Attraverso una selezione di opere – undici dipinti a olio, tre sculture e oltre trenta tra disegni, acquarelli e grafiche, in prestito dalla Galleria d’Arte Maggiore di Bologna - la mostra proposta al Castello di Otranto si pone come obiettivo quello di dimostrare come Giorgio de Chirico abbia disseminato con la pittura quantità di argomenti nelle più varie zone culturali e di rinnovare l’accostamento critico di un autore che in modo tanto completo rappresenta la nostra epoca.

Inoltre, mercoledì 10 luglio nella giornata di commemorazione dei 125 anni dalla nascita del maestro de Chirico(Volos, 10 luglio 1888 – Roma, 20 novembre 1978), proseguirà l'articolato programma di Metafisica a sud, enigma di un pomeriggio d’estate, a cura di Raffaela Zizzari, eventi collaterali alla mostra. Dalle ore 19.00 ci sarà la proiezione integrale di Metafisica a Sud. De Chirico, Magna Grecia, di Chiara Idrusa Scrimieri, un percorso tra docufilm e videoarte, un viaggio di lettura metafisica applicata al paesaggio sensibile della nostra Magna Grecia. Inoltre sarà inaugurata una collettiva di quattro artisti pugliesi(Antonio Giannini, Beppe Labianca, Oronzo Liuzzi e Vincenzo Mascoli) e una sezione dedicata al fumetto con alcune tavole di Sebastiano Vilella.

La rassegna degli eventi collaterali, giunta alla quarta edizione, ha registrato importanti risultati non solo per i visitatori che hanno apprezzato le singole mostre e gli appuntamenti ma anche per artisti, architetti, registi, designer e aziende che traggono una concreta opportunità di incontro e di promozione.Il Castello Aragonese di Otranto è un contenitore culturale gestito dall’Agenzia di Comunicazione Orione di Maglie e dalla Società Cooperativa Sistema Museo di Perugia, con la direzione artistica dell’architetto Raffaela Zizzari.
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