sistema museo
megafono
immagine
YIGAL OZERI Where are we going?
Spoleto (PG), Palazzo Collicola Arti Visive
30 giugno - 7 ottobre 2018
YIGAL OZERI Where are we going?
Inaugurazione: SABATO 30 GIUGNO alle ore 12:00
La conferenza stampa è in calendario alle ore 11:00 nella Galleria museale del Piano Nobile.
Categoria: Fotografia
La pittura sta definendo nuove relazioni coi media tecnologici, confermandosi il più attrattivo, assorbente e intenso codice visuale del nuovo millennio. Passano i secoli, scorre il progresso ma non cambia l’idea che la pittura incarni una solida permanenza, un linguaggio densamente biologico, detonatore di metafisiche resistenti e simboli tramandabili. Sono molteplici i dialoghi che la pittura intrattiene con il mondo fotografico: un binomio virtuoso per codificare un’estetica transmediale, specchio metaforico di un presente ad alta consumazione visiva. In un periodo storico di revisione linguistica, era naturale che il codice fotorealista riprendesse centralità operativa e concettuale. Anche perché oggi, distanti dagli esordi di Chuck Close e Richard Estes, il linguaggio iperrealista assorbe le cellule digitali e modifica la pittura in un ibrido, calibrato sulle proiezioni in 3D e 4D, sui sistemi operativi degli smartphone, sui software fotografici di scatto e modifica. La pittura iperrealista si è così trasformata in pittura postdigitale, una sorta di OGM pittorico che ha metabolizzato la fotografia analogica, sedimentando nel suo impasto diverse tracce di futura memoria.

La pittura postdigitale di Yigal Ozeri mette al centro dello sguardo la DONNA…

Eva continua ad alimentare l’estasi dell’arte a due dimensioni. Lei, la Prima Donna del desiderio, la pietra miliare della narrazione, l’archetipo erotico dell’umanità ancora irradia l’ambizione artistica della traccia, del contorno, del segno, del colore… La creazione in generale insegue icone resistenti, cerca i moloch che siano la Stonhenge dell’educazione emotiva. La Donna nuota da sempre al centro del pensiero artistico, guida il documento storico ma anche l’azione rivoluzionaria, il cambiamento, la lotta militante. Raccontare la Donna nel quadro significa agire dall’origine per inquadrare la complessità; significa amare e condividere, usando la lingua del corpo e dello sguardo, della chimica e dell’alchimia; significa nascondere messaggi etici nelle pieghe di un abito, nel riflesso dentro l’occhio, nella postura del viso, negli oggetti indossati…

La Donna come detonatore simbolico per una rinascita sociale, politica, culturale…

Yigal Ozeri (1958) è un autore israeliano che vive e lavora a New York, nella città che meglio di altre regala stimoli al suo immaginario, dentro un perpetuo ritmo fisico che aderisce alle sue intenzioni tematiche. Dalle strade, dai volti, dai corpi in cammino l’artista ricava sensazioni che trasferisce nei suoi shooting con le modelle in posa, quando definisce il portfolio da cui ricaverà le immagini da dipingere. Non pensiate, però, ai vecchi codici della pittura iperrealista, oggi non si catalogano strade, macchine, vetrine o altri feticci del modello americano. La lucida freddezza dei predecessori si tramuta in un occhio caldo, emotivamente coinvolto, alla ricerca di un erotismo fluido, di una giovinezza raffaellita ma anche digitale, di una sensualità senza barriere. Le donne di Ozeri sono detonatori rivoluzionari che agiscono sullo sguardo. Non urlano, non abbracciano armi, non distillano odio ma guardano davanti e in avanti, verso il mondo stravolto, le derive psicotiche, le culture del terrore. Lo fanno dai loro luoghi silenziosi, dai contesti quieti in cui vivono la loro eternità pittorica. Guardano ognuno di noi, colpendo il nostro sguardo, la nostra coscienza civica, agendo a rilascio lento e prolungato, come accade con la Letteratura e la Poesia.

Quello sguardo femminile, così placido e sospeso, ha qualcosa di rivoluzionario…

L’universo di Ozeri si riconnette ad una tradizione occidentale, soprattutto italiana, di ritrattistica al femminile, dai volti virginali nella Firenze del Cinquecento al bianco neoclassico di Antonio Canova, passando per l’Ottocento di Giovanni Boldini, il Novecento di Amedeo Modigliani... Ozeri attraversa le matrici del femminile e le conduce in un’epica urbana, multirazziale, eterogenea. Le sue creature sono le Madonne dei nostri giorni, le Sante di un presente caotico, le gran dame di un oggi virtuale ma non sempre virtuoso. Sono le amazzoni della città visibile, gli sherpa del nostro cammino interiore, le giovani madri dell’umanità che vede il futuro. Sono la risposta alla cultura della violenza, un contrattacco morbido con colpi di bellezza e azioni poetiche. Potete starne certi: il futuro dell’umanità dovrà passare per le traiettorie del sublime, dell’estasi, del desiderio, della bellezza…

Le donne di Ozeri giungono diritte dal presente eppure sembrano fuori dal tempo, oltre lo spazio della creazione, fluttuanti come stelle che attraversano i secoli. I loro sguardi, le loro posture, i loro corpi sono frammenti di un lungo discorso sentimentale, nato con la vita e destinato a durare oltre noi stessi, oltre la contingenza del quotidiano. Le donne di Ozeri simbolizzano un’iconografia resistente, a riprova di una rigenerazione perenne che solo la pittura (e in parte la scultura) rende possibile. Perché queste fanciulle di raggiante sensualità, splendenti negli sguardi, magiche nel modo di porsi, raccontano la resistenza indissolubile del quadro, la capacità di contagiare il futuro con la memoria di un eterno presente. Non sono più semplici modelle ma un modello di bellezza tramandabile, una semantica dell’indissolubile, una traccia dell’infinito immaginato e sognato.

Quelle donne sembrano dirci: “Dove stiamo andando? Cosa stiamo facendo? Come possiamo migliorare le cose?”. Non ci sono risposte nei quadri, ovvio, poiché l’arte si occupa solo delle domande. Al contempo, i loro sguardi ci guidano oltre la soglia, nell’oceano del dubbio, evocando la possibilità di un’isola, di un approdo sicuro per la nostra coscienza. Un luogo in cui chiarire lo sguardo, provando a realizzare una risposta.

L’unica figura maschile in mostra è lo stesso artista, un primo piano in bianconero che scruta come un demiurgo davanti agli allievi. Il volto espressivo e la chioma di capelli hanno l’impatto minuzioso dei ritratti di Bronzino e Rembrandt, quel modo chirurgico di gestire il climax con mirabile drammaturgia. Yigal Ozeri incarna gli occhi delle nostre risposte possibili, somigliando ad una guida che ci osserva mentre la Bellezza rivela le coordinate dell’isola.


Autore: Palazzo Collicola Arti Visive
Data di pubblicazione: 28 giugno 2018
 
La mostra, a cura di Gianluca Marziani, è inserita nel programma ufficiale del Festival dei Due Mondi.

servizi educativi in città
icona
MONTELUCO E IL BOSCO SACRO
Bosco Sacro di Monteluco, Spoleto
icona
GIOCHIAMO CON VESPASIANO
Casa Romana, Spoleto
icona
I MOSAICI DI VESPASIA POLLA
Casa Romana, Spoleto
icona
SPOLETO MEDIEVALE
Centro storico, Spoleto
icona
SPOLETIUM... la nostra città in epoca romana
Centro storico + Casa Romana (facoltativo), Spoleto
icona
UN GIORNO CON NOI! ESPLORATORI D'ACQUE E DI STORIE - SPOLETO + TERNI
Centro storico + Cascata delle Marmore, Spoleto
icona
SAN PIETRO E SAN SALVATORE
Chiesa di San Pietro Extra Moenia - San Salvatore, Spoleto
icona
SPOLETO DA VILLAGGIO A CITTA'
Museo Archeologico + Teatro Romano, Spoleto
icona
SART...ATTACK!
Museo del Tessuto e del Costume, Spoleto
icona
TRAME E MERLETTI
Museo del Tessuto e del Costume, Spoleto
icona
(S)BALZO NEL TEMPO
Museo Nazionale del Ducato, Spoleto
icona
METTITI IN GIOCO CON... I LONGOBARDI
Museo Nazionale del Ducato, Spoleto
icona
TRAME LONGOBARDE
Museo Nazionale del Ducato, Spoleto
icona
CACCIA SOCIAL al tesoro dei Longobardi
Museo Nazionale del Ducato + centro storico, Spoleto
icona
UN GIORNO CON NOI! MISSIONE LONGOBARDI
Museo Nazionale del Ducato + centro storico + Tempietto sul Clitunno, Spoleto
icona
C'ERA UNA VOLTA ALEXANDER CALDER
Palazzo Collicola Arti Visive - Museo Carandente, Spoleto
icona
COSTRUIAMO LA NOSTRA OPERA
Palazzo Collicola Arti Visive - Museo Carandente, Spoleto
icona
FORMA E COLORE
Palazzo Collicola arti visive - Museo Carandente, Spoleto
icona
GIOCHIAMO CON L'ARTE DI LEONCILLO
Palazzo Collicola arti visive - Museo Carandente, Spoleto
icona
IL CARTONE SI E' ANIMATO
Palazzo Collicola arti visive - Museo Carandente, Spoleto
icona
IL CIRCO DI CALDER, DAL VIDEO ALLA CREAZIONE
Palazzo Collicola arti visive - Museo Carandente, Spoleto
icona
IMPRONTE DI COLORE
Palazzo Collicola arti visive - Museo Carandente, Spoleto
icona
IN EQUILIBRIO TRA IL GIOCO E L'ARTE DI CALDER
Palazzo Collicola Arti Visive - Museo Carandente, Spoleto
icona
INCIDO....IL MIO LIBRO D'ARTISTA
Palazzo Collicola arti visive - Museo Carandente, Spoleto
icona
INVITO A PALAZZO
Palazzo Collicola Arti Visive - Museo Carandente, Spoleto
icona
L'OFFICINA DEL COLORE. IL ROSSO, IL GIALLO, IL BLU
Palazzo Collicola Arti Visive - Museo Carandente, Spoleto
icona
LE CARTE COLORATE FORMANO UN COLLAGE
Palazzo Collicola Arti Visive - Museo Carandente, Spoleto
icona
RI-TRATTO: come ti vedo? come mi vedi?
Palazzo Collicola arti visive - Museo Carandente, Spoleto
icona
SPOLETO 1962
Palazzo Collicola arti visive - Museo Carandente, Spoleto
icona
MEDIOEVO A FUMETTI
Rocca Albornoziana, Spoleto
icona
RACCONTI FANTASTICI DI DAME E CAVALIERI
Rocca Albornoziana, Spoleto
icona
ESPLORATORI A SPOLETO
TEATRO ROMANO (da fuori), CASA ROMANA, FORO CITTADINO, DUOMO, PONTE DELLE TORRI, Spoleto
icona
SPOLETO IN SCENA
Teatro Romano + Teatro Caio Melisso, Spoleto
cerca mostre
città
categoria
[X]
data
parola chiave
avvia ricerca
cerca
immagine
immagine
immagine
immagine
immagine
immagine
immagine
Museo Archeologico Villa Sulcis
approfondimenti
GALATA MUSEO DEL MARE Bookshop Bussola delle Idee
GROTTAGLIE visita speciale per ipovedenti
Nuovo percorso Museo CALVI DELL'UMBRIA (Tr)
"Un museo a misura di bambino" NARNI Palazzo Eroli
GALATA MUSEO DEL MARE Bookshop Bussola delle Idee
video
GERMANICO RACCONTA /Amelia (Tr)
VIDEO Benozzo Gozzoli e Montefalco
GERMANICO RACCONTA /Amelia (Tr)
Fotogallery
NIGHT LINE MUSEM / FOTOGALLERY
MUSEI IN FORMA / Circuito Terre & Musei dell'Umbria
NIGHT LINE MUSEM / FOTOGALLERY