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VISITA SPOLETO
VISITA SPOLETO
Visitare Spoleto vuol dire addentrarsi in una affascinante realtà che sembra trasportare 
il turista indietro nel tempo. Percorrere i vicoli del centro storico, passeggiare 
nei meravigliosi scenari naturalistici che si armonizzano con l’opera dell’uomo 
e visitare i suoi famosi monumenti sono i momenti fondamentali attraverso i quali
la città svela la sua anima. Le imponenti vestigia dell’epoca romana, i resti degli edifici 
altomedievali e longobardi, le splendide chiese romaniche testimoniano la storia 
più antica di Spoleto, che tuttavia si intreccia con quella più recente grazie alla presenza 
di grandi opere d’arte contemporanea. I bellissimi palazzi nobiliari nel centro storico 
ospitano oggi importanti manifestazioni culturali ed il Festival dei Due Mondi ufficializza 
ormai da mezzo secolo la vocazione internazionale di questa bellissima città, 
facendola diventare ogni anno un luogo aperto ad ogni forma d’arte.



CASA ROMANA_Via Visiale

La casa romana di Spoleto (I sec. d.C.) è stata scoperta alla fine del XIX dall'archeologo spoletino Giuseppe Sordini. Durante lo scavo, effettuato dallo stesso archeologo, emerse un'iscrizione recante la dedica di una Polla all'imperatore Caligola e ciò ha lasciato ipotizzare che la casa fosse appartenuta a Vespasia Polla, la madre di Vespasiano, nativa di Norcia e proprietaria di beni nel territorio nursino-spoletino.

La domus è stata datata al I secolo d.C. e i suoi ambienti conservano ancora, oltre ai bellissimi mosaici pavimentali, lo schema tipico delle case patrizie in voga tra la fine dell'età repubblicana e l'inizio di quella imperiale. Dopo un breve corridoio, si accede all'atrium, dove si trovano l'impluvium, sotto il quale è una cisterna, ed il compluvium, che si apre nel soffitto. Ai lati sono i cubicula e le alae, ambienti secondari che tuttavia presentano notevoli mosaici. In asse con l'atrium si trova il tablinum, la sala di rappresentanza della casa, fiancheggiato da due ambienti la cui decorazione musiva è probabilmente più tarda di quella degli altri pavimenti: l'ambiente a destra è il triclinium, disposto su un piano sopraelevato e ornato ancora oggi da una ormai frammentaria decorazione pittorica ad affresco; l'ambiente a sinistra mette in comunicazione con la zona dove sorgeva il peristilio, il giardino porticato interno alla casa del quale rimangono alcuni frammenti di colonne.

CATTEDRALE DI SANTA MARIA ASSUNTA_Piazza Duomo

La prima notizia della cattedrale è del 956, ma la costruzione dell’edificio odierno fu avviata solo dopo il 1155, anno in cui Spoleto fu devastata dall’esercito imperiale di Federico “Barbarossa”. Terminò, probabilmente, intorno al 1232, quando qui fu canonizzato Sant’Antonio da Padova. Nei secoli successivi la chiesa si andò progressivamente trasformando: nel XV secolo Filippo Lippi realizzò gli affreschi dell’abside; tra XV e XVI secolo fu costruito il portico rinascimentale e dal 1638 venne integralmente ricostruito l’interno.

Il campanile e la facciata conservano oggi il bellissimo aspetto romanico, e quest’ultima è impreziosita dai cinque rosoni, dal portico, opera di Ambrogio Barocci da Milano realizzata tra 1491 e 1504, e dal mosaico, firmato e datato da un “Doctor Solsternus” nel 1207. Bellissimo il portale maggiore romanico, finemente scolpito. L’interno della chiesa è totalmente diverso, poiché esso si presenta con l’aspetto scaturito dal rinnovamento seicentesco, promosso dai Barberini e realizzato dagli architetti camerali Luigi Arrigucci e Domenico Castelli tra il 1638 e il 1644. Il bellissimo pavimento della navata centrale è invece ancora quello originale della cattedrale romanica ed è di tipo cosmatesco, composto di tessere di pietra, porfido e serpentino. Un ulteriore rinnovamento dell’interno del duomo, fu effettuato tra il 1785 e il 1792, diretto dall’architetto Giuseppe Valadier.

La Cattedrale di Spoleto conserva preziose opere d’arte, tra le quali gli affreschi del Pintoricchio nella cappella Eroli (1497), la Santissima Icone, preziosa opera bizantina dell’XI-XII secolo, donata nel 1185 dall’Imperatore Federico Barbarossa in segno di pace, una lettera autografa di San Francesco ed una croce dipinta di Alberto Sotio, firmata e datata 1187, uno dei migliori esemplari di croce dipinta di epoca romanica in Italia. L’abside è interamente decorata dai bellissimi affreschi raffiguranti Storie della Vergine, realizzati tra 1467 e 1469 da Fra’ Filippo Lippi, le cui spoglie sono custodite nel monumento sepolcrale situato nel transetto destro.

CHIESA DEI SANTI GIOVANNI E PAOLO_Via Filitteria

Chiesa del XII secolo, consacrata nel 1174. Conserva una delle testimonianze pittoriche più antiche della città. All’esterno sono visibili materiali di spoglio di età romana ed un affresco datato XIII-XIV secolo. L’interno è ad aula unica presenta decorazioni pittoriche riferibili ad un arco temporale compreso tra XII e XVI secolo. Particolarmente interessante è l’affresco del Martirio di Thomas Becket da Canterbury, datato al primo quarto del XIII secolo; esso si riferisce alla controversia tra l’arcivescovo ed il Cancelliere del Regno di Inghilterra Enrico II, ma si riallaccia ad un fatto di storia contemporanea locale: la lotta tra papato ed impero (Gregorio IX e Federico II) per il possesso del Ducato di Spoleto.

All’interno si conserva anche una delle rappresentazioni più antiche di San Francesco d’Assisi risalente al XIII secolo. I due Santi cui è intitolata la chiesa sono invece rappresentati in una lunetta ora conservata presso il Museo Nazionale del Ducato di Spoleto. Gli affreschi sono stati attribuiti ad Alberto Sotio, autore del crocifisso del XII secolo ora esposto in Duomo, ma con molta probabilità proveniente da questa chiesa.

COMPLESSO MUSEALE DI SAN NICOLÒ_Via Gregorio Elladio

L'ex chiesa e convento di San Nicolò è uno dei complessi medioevali più interessanti, e raro esempio di gotico, della città di Spoleto. Anticamente centro assai attivo di vita religiosa e culturale, attualmente è sede di congressi, mostre e rappresentazioni.

La chiesa ha facciata a due spioventi, oggi priva del rosone, e un bel portale ad arco acuto e pilastrini sormontati da una lunetta affrescata. È costituita da una sola navata con resti di affreschi, copertura a capriate e splendida abside poligonale su cui si aprono pregevoli bifore.

Il chiostro più antico, coevo alla chiesa, poggia su pilastrini poligonali e colonnine con capitello in pietra bianca e rossa e mostra strette monofore; l'altro più recente, quattrocentesco, è assai più semplice e completamente in laterizio con ampie finestre.

MUSEO DEL TESSUTO E DEL COSTUME_Palazzo Rosari Spada - Piazza Sordini, 1

Il Museo del Costume e del Tessuto Antico è sito in Palazzo Rosari Spada, nella sede che era della Pinacoteca Comunale. L’esposizione è dedicata a diverse tipologie di manufatti tessili, provenienti in massima parte dal fondo Bianca e Virgilio Portoghesi, dalle donazioni effettuate da importanti famiglie spoletine ed acquistate da Amleto Morosini.Il patrimonio tessile spoletino è costituito da preziosi paramenti sacri, abiti dei Priori della locale città, completi di copricapo, cravatte e catene d’oro, da livree e gilet dei valletti comunali, da tappezzerie da parete, da bandiere storiche, da una serie di cinque arazzi provenienti dall’eredità della Regina Cristina di Svezia e successivamente acquistata dai Marchesi Collicola, e da un tappeto persiano seicentesco.

Il Fondo Bianca e Virgilio Portoghesi è costituito da oltre 1.500 pezzi databili tra il XIV ed il XX secolo, di proprietà di Lucia Portoghesi e acquistato dal Comune di Spoleto. Questa prestigiosa collezione conserva manufatti provenienti da tutte le regioni italiane e da numerosi paesi esteri quali: Stati Uniti d’America, Francia, Inghilterra, Austria, Paesi Balcani, Isole dell’Egeo, Turchia, Persia, Cina e Russia. Alla molteplicità manifatturiera del Fondo B. e V. Portoghesi si aggiunge la varietà di tipologie di confezionamento: paramenti liturgici, tessuti per l’arredamento della casa, costumi maschili e femminili, accessori di costume come: scarpe, borsette, merletti, copricapi, scialli, guanti, calze, fazzoletti ed oggettistica varia.

Seguono le collezioni di Amleto Morosini contenenti tessuti popolari umbri e tessuti operati databili tra il XIV ed il XVIII secolo e di Giuliano Angelini. Si aggiungono generose donazioni costituite da una pianeta Settecentesca donata dall’Avvocato Cesare Antonio Maori, dal Fondo Lamberto Gentili, composto in larga parte da tessuti popolari provenienti da paesi dell’Umbria meridionale, databili tra il XVII ed il XIX secolo.

MUSEO DIOCESANO E BASILICA DI SANT'EUFEMIA_Via Aurelio Saffi, 13

Il Museo Diocesano ha sede all'interno del Palazzo Arcivescovile, nell'ala denominata "Appartamento del Cardinale". All'interno delle sale, ornate da porte cinquecentesche e da soffitti decorati in gran parte nel XVIII secolo, sono esposte opere pittoriche di epoche comprese tra il XIII e il XVIII secolo di artisti come Domenico Beccafumi, Filippino Lippi, il Maestro della Madonna Straus e Sebastiano Conca. Notevole anche la sezione scultorea che propone una serie di esemplari rappresentanti una Madonna col Bambino risalenti ai secoli XIII e XIV e un busto di Urbano VIII eseguito da Gian Lorenzo Bernini.

Dalla Sala del Berengario, detta "del Passetto", dove sono esposti paramenti liturgici e argenterie dei secoli XVII e XVIII, si accede alla Basilica di Sant'Eufemia (prima metà del XI secolo), dalle caratteristiche architettoniche che la rendono unica nel panorama locale, e che custodisce affreschi di scuola umbra del XV secolo e un Paliotto del XII secolo sull'altare maggiore.

PALAZZO COLLICOLA ARTI VISIVE_Piazza Collicola
Palazzo Collicola Arti Visive è il nuovo centro per le arti contemporanee che nasce sotto la direzione artistica di Gianluca Marziani. Lo spazio espositivo si sviluppa sui vari piani che compongono la struttura del palazzo settecentesco. Al piano terra sono situati la Biblioteca Carandente, il Caffè Collicola ed il Museo Carandente, intitolato alla memoria di Giovanni Carandente. La Collezione del Museo è stata riallestita nel giugno del 2010 nelle 15 sale con nuove chiavi tematiche, nel rispetto dei valori storici. Il Caffè Collicola invece ospita, dall'ottobre 2010, un'istallazione che si sviluppa lungo le pareti ed il bancone. In questo modo l'artista Veronica Motanino, ha trasformato lo spazio originario in un luogo visionario dalle geometrie optical e dai colori sgargianti. Il progetto di arredi è invece firmato Artwo. Tavoli e sedute realizzati da artisti e designer secondo il principio del pezzo unico, per cui ogni opera nasce da materiali riciclati che rinnovando il loro valore d'uso e l'approccio estetico, cambiano la percezione delle funzioni e dei contenuti dell'oggetto. Il Collicola_Residence presso il piano nobile del Palazzo, recentemente riallestito con arredi e dipinti d'epoca, è stato riaperto dopo anni di minuzioso restauro ed ospita mostre temporanee di arte contemporanea che dialogano con l’antico in un elegante gioco di rimandi visivi e tematici. Il secondo piano è destinato alle grandi mostre e a quei progetti che indagano i temi più vitali della cultura odierna.

Esso ospita, inoltre, un grande lavoro permanente di due rappresentanti della Street Art, Sten&Lex, che hanno utilizzato per l'opera spoletina la tecnica dello stencil-poster. Questa tecnica parte dalla rielaborazione di immagini tratte da archivi fotografici degli anni '60 e '70; le immagini vengono poi sintetizzate nella pratica del décollage e quindi ritagliate ed applicate. Altri spazi del Palazzo verranno gradualmente aperti al pubblico per aumentare le offerte culturali di Palazzo Collicola Arti Visive. Una recente acquisizione si trova nel Cortile interno del piano seminterrato del Palazzo e si tratta di un murales di Santiago Morilla, progettato appositamente per la nicchia in cui è collocato e perciò in stretta relazione con essa. Il disegno appare come una forma di vita che si dipana dal suo nido verso l'esterno, come una materia organica, un fungo, che attecchisce lentamente all'intonaco del muro. I lavori di Sten&Lex e Santiago Morilla costituiscono il Collicola on the Wall.

Museo Caradente

Situato al piano terra di Palazzo Collicola, il Museo Carandente, intitolato alla memoria di Giovanni Carandente, è stato riallestito nel giugno del 2010 in 15 sale con nuove chiavi tematiche, nel rispetto dei valori storici. La collezione del Museo Carandente è pensata come un patrimonio vivo.

Biblioteca Giovanni Carandente

La biblioteca è composta in gran parte dalle opere donate dal Prof. Giovanni Carandente. Si tratta di una collezione libraria tematica sulla storia dell'arte contemporanea, composta da oltre 20.000 volumi. La raccolta comprende anche documenti come la corrispondenza tra l’illustre storico dell’arte e A. Calder, carte e documenti dello scultore spoletino Leoncillo, l’archivio del Premio Spoleto. Tra i volumi anche edizioni rare e autografate.

ROCCA ALBORNOZIANA_Piazza Bernardino Campello, 1

La Rocca Albornoziana è un’imponente fortezza che sorge sul Colle Sant’Elia, il punto più alto della città di Spoleto. Edificata a partire dal 1359, fa parte di una serie di rocche volute da Papa Innocenzo VI per ristabilire l’autorità del Pontefice, che dimorava allora ad Avignone, nei territori dell’Italia centrale facenti parte dello Stato della Chiesa. Per realizzare il suo progetto, il Papa inviò in Italia il potente Cardinale spagnolo Egidio Albornoz, dal quale la fortezza prende il nome, che affidò a Matteo di Giovannello da Gubbio detto “il Gattapone” la direzione dei lavori, protrattisi fino al 1370 circa. Divenuta negli anni anche residenza dei governatori della città, la Rocca si arricchì di decorazioni ed affreschi, molti dei quali andarono perduti quando la struttura venne trasformata in carcere (1817), funzione che mantenne fino al 1982. Il recente restauro consente oggi di visitare il castello, di forma rettangolare e difeso da sei imponenti torri, che consta all’interno di due cortili, uno originariamente sede della milizia armata (Cortile delle Armi), l’altro riservato agli amministratori e ai governatori (Cortile d’Onore).

Elemento di collegamento dei due cortili è un fornice decorato alla fine del ‘500 con affreschi raffiguranti sei città appartenenti allo Stato della Chiesa. Notevoli sono poi gli ambienti che si affacciano sulla zona di rappresentanza, tra i quali spiccano il Salone d’Onore, l’ambiente più vasto della Rocca destinato ad ospitare cerimonie e banchetti, e la Camera Pinta, che conserva due bellissimi cicli ad affresco di genere profano databili tra XIV e XV secolo. All’interno di quindici ambienti della struttura è inoltre ospitato il Museo Nazionale del Ducato di Spoleto.

Museo Nazionale del Ducato di Spoleto

Sito all’interno della bellissima Rocca Albornoziana di Spoleto, il museo è stato inaugurato nell’Agosto del 2007 in seguito al totale restauro degli ambienti interni della fortezza. L’allestimento occupa quindici sale storiche della Rocca ed è articolato su due livelli, a piano terra ed al primo piano del Cortile d’Onore.

Le opere ed i materiali, esposti secondo un principio cronologico, testimoniano la vitalità artistica e la sostanziale unità culturale del vasto territorio conosciuto per secoli col nome di Ducato di Spoleto, in un periodo storico compreso tra il IV e il XV secolo d.C. Reperti datati al IV-V secolo d.C., provenienti da aree funerarie e da edifici di culto, testimoniano lo sviluppo delle prime comunità cristiane del territorio e, in particolare, del fenomeno del monachesimo, diffuso in tutta la montagna spoletina. Le preziose opere del periodo altomedievale illustrano la rilevanza politica e culturale che Spoleto assunse quale capitale di uno dei più importanti ducati longobardi della penisola italiana. In particolare, la sezione dedicata ai corredi tombali, provenienti dalla necropoli di Nocera Umbra, è di assoluto rilievo non solo per il pregio artistico, ma anche per la conoscenza dell’organizzazione sociale longobarda. La seconda sezione del museo ospita numerose sculture e pitture, alcune delle quali di gran pregio, realizzate a partire dal periodo romanico fino al Rinascimento, testimonianze dell’evoluzione artistica della città e del suo territorio.

L’intero percorso espositivo è inoltre corredato da pannelli illustrativi che danno conto della funzione storica di ciascun ambiente attraversato.

TEATRINO DELLE SEI_Piazza della Signoria

Il Teatrino delle Sei si affaccia su Piazza della Signoria da cui si gode di un bellissimo scorcio sulla città. L'interno è caratterizzato da ambienti voltati facenti parte dell'incompiuto Palazzo della Signoria, iniziato nel XIV secolo e mai terminato. Al piano superiore si trova il Teatro Caio Melisso. 

Attualmente i locali sono utilizzati per concerti e manifestazioni culturali cittadine; inoltre conservano resti di capitelli, stemmi e fregi in pietra appartenenti ad edifici di varie epoche. 

È aperto in occasione di spettacoli e manifestazioni.

TEATRO CAIO MELISSO_Piazza Duomo
Il seicentesco Teatro Caio Melisso è il più antico teatro spoletino, uno dei primi teatri a palchetti costruiti in Italia. Il teatro poggia sull'incompiuto Palazzo della Signoria e incorpora nella sua struttura la Casa dell'Opera del Duomo realizzata nel 1419. Inizialmente intitolato Nobile Teatro, in seguito al rifacimento ottocentesco prende il nome dello spoletino Caio Melisso, bibliotecario di fiducia dell'imperatore Augusto, scrittore grammatico e commediografo.

Il teatro venne arricchito di decorazioni pittoriche, sipari e scene nel 1751. La struttura lignea originale dei palchetti fu sostituita nel 1877-80 quando il teatro, in seguito al furto di decorazioni settecentesche, venne totalmente ristrutturato ad opera dell'architetto spoletino Giovanni Montiroli. Oggi la sala presenta pianta a ferro di cavallo, tre ordini di palchetti ed il loggione; il soffitto è decorato con immagini raffiguranti Apollo e le Muse, mentre il sipario con la Gloria di Caio Melisso, entrambi di Domenico Bruschi. Il teatro ha una capienza di trecento posti ed è considerato uno dei più eleganti in Italia; i continui rinnovamenti che caratterizzano la sua storia lasciano intendere la ricca ed ininterrotta tradizione teatrale cittadina, di cui il Festival di Spoleto è l'epigono più illustre.

Aperto in occasione di eventi e su prenotazione.

TEATRO NUOVO GIANCARLO MENOTTI_Via Filitteria

Edificio inaugurato nel 1864 su progetto di Ireneo Aleandri. La facciata preceduta da un portico a tre arcate, è ornata da stucchi e medaglioni e presenta nicchie contenenti statue di pietra del XVII secolo, donate dal maestro Giancarlo Menotti, fondatore del Festival dei Due Mondi. All'interno dei medaglionisono raffiguranti Rossini, Alfieri, Goldoni e Metastasio. L'interno, strutturato su quattro ordini di palchi ed un loggione, è decorato da opere in stucco e preziosi intagli lignei. Il soffitto è interamnete dipinto a tempera con soggetto mitologici e adornato da un grandissimo lampadario in vetro di Murano. 

Il sipario, dipinto da Francesco Coghetti, raffigura "La disfatta di Annibale", ispirata al celebre fatto storico avvenuto a Spoleto nel 217 a.C. Al teatro sono annessi una sala concerti, anch'essa progettata dall'Aleandri, e un museo creato da Adriano Belli, fondatore nel 1947 del Teatro Lirico Sperimentale, che documenta l'intensa attività teatrale spoletina: vi sono inoltre conservate lettere autografe di Rossini e Verdi.

Aperto in occasione di spettacoli e manifestazioni.


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